Sistema museale terre dei vallati - Arte e Cultura nella bassa val di Chienti
Fiumi, vallati e Mulini
A partire dall'età medievale nella valle del fiume Chienti si sviluppò un fitto sistema di mulini ad acqua. Ben presto tali strutture assunsero un ruolo di primaria importanza per le popolazioni locali, che vi si recavano per trasformare in farine o mangimi il tanto sudato raccolto. Il funzionamento degli impianti di molitura veniva garantito dalle acque del Chienti (la cui portata era in passato ben maggiore di quella attuale), che alimentavano dei canali artificiali denominati vallati, in grado di azionare le pesanti macine in pietra sorvegliate dai mugnai. Nel corso del '900 diversi mulini furono dismessi; alcuni vallati persero così la loro funzione principale, finendo a volte con l'essere prosciugati e interrati. In molti altri casi essi si sono invece conservati e continuano a scorrere vigorosi in direzione della costa attualmente utilizzati per la produzione di energia elettrica, questi antichi canali arricchiscono il sistema idrografico della valle del Chienti, favorendo l'irrigazione dei terreni agricoli situati in prossimità del loro corso. MORROVALLE - CORRIDONIA - MONTE SAN GIUSTO
Convento francescano (sec. XV1-XVII); Porta Alvaro (sec. XX); Casa Valentini (sec. XIV); Palazzo Comunale (sec. XIX); Torre civica (sec. XIV con rimaneggiamenti di epoca successiva); chiesa di Sant'Agostino (sec. XVIII); Palazzo del Podestà (sec. XIV-XIX); Casa Paglialunga (sec. XVI); chiesa di San Bartolomeo (sec. XVIII-XIX); Palazzo Roberti (sec. XVI); oratorio del SS.mo Sacramento (sec. XVI); Porta di San Bernardino (sec. XIV con rimaneggiamenti di epoca successiva); Fonte Maxima (antico complesso formato da due fonti e numerose vasche); santuario della Madonna dell'Acquasanta (sec. XVII); ex Convento dei cappuccini (sec. XVI-XVIII); Convento dei passionisti (sec. XVIII-XIX-XX) e santuario della Madonna della Quercia; chiesa di Santa Lucia (sec. XVIII-XIX); resti del monumento funerario a torre di C.da Montanari (manufatto di epoca romana realizzato tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.).
Corridonia
Sistema difensivo (sei porte e alcuni tratti di cortina risalenti a varie epoche); autopalazzo (sec. XX); chiesa dei SS. Pietro, Paolo e Donato (sec. XVIII) e cripta medievale; Teatro storico "G. B. Velluti" (sec. XIX); chiesa di San Francesco (sec. XIII/XIV-XIX); chiesa del Suffragio (sec. XVII); chiesa di Sant'Agostino (sec. XIV-XVIII); chiesa di San Donato (sec. XVIII); chiesa di Santa Maria del Paradiso (sec. XV); chiesa di Santa Maria dei Monti e Convento degli Zoccolanti (sec. XVI-XVIII-XIX); chiesa di Santa Croce (sec. XX); chiesa di Santa Maria di Costantinopoli (sec. XVII); chiesa di San Claudio al Chienti (sec. XI-XIII); Mulino Franceschetti (struttura di origini medievali trasformata presumibilmente nel periodo sette-ottocentesco); grancia di Sarrocciano (edificio ampiamente rimaneggiato o forse ricostruito un tempo pertinente ad un'azienda agricola fondata dai cistercensi intorno al XII secolo); chiesa dei SS. Lorenzo e Ilario (sec. XIX); le case di terra (sec. XVIII-XIX).
Monte San Giusto
Porta Moisé o di Moisé (manufatto di epoca medievale ricostruito nel periodo sette-ottocentesco); Porta della Sala (struttura di presunte origini quattrocentesche rimaneggiata nei secoli successivi); Palazzo Bonafede (sec. XVI); chiesa di Santo Stefano (sec. XVIII); Auditorium "Sant'Agostino" (sec. XVIII); Palazzo delle Logge (sec. XVIII) ex Palazzo dei Priori; Palazzo Roberti, Palazzo Romani, Palazzo Pansoni; chiesa della Purità (sec. XVI); chiesa della Madonna delle Grazie (sec. XIX); chiesa della Madonna del Latte (sec. XIX); chiesa di Santa Maria delle Panette (sec. XVIII); La Coriolana o Casina Bonafede (sec. XVI). Itinerario consigliato
Da Porta Alvaro - principale via d'accesso al centro storico di Morrovalle - imbocchiamo la Strada Provinciale. delle Vergini (SP 10) procedendo in direzione di Macerata, dopo 1,4 km circa, in prossimità di un tornante, svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni per il settecentesco Convento dei passionisti. Terminata la visita, ci riportiamo fino alla SP delle Vergini riprendendo il percorso che conduce a Macerata; lungo Il tragitto godiamo del paesaggio circostante caratterizzato da romantiche fughe di colli. Giunti a Borgo Santa Lucia (Morrovalle) continuiamo ad avanzare verso Macerata, proseguendo per 4 km circa oltre la piccola frazione rurale, prima di girare a sinistra e scendere in direzione della località S. Claudio (Corridonia). Al fondo della discesa (.500 metri circa), incontriamo un incrocio campestre presso cui dobbiamo svoltare a destra, per poi procedere lungo un tratto pianeggiante diretto alla chiesa romanica di S. Claudio al Chienti. Dall'antica struttura si diparte un viale ombreggiato da cipressi, al termine del quale giriamo a destra verso Macerata imboccando la Strada Provinciale Civitanova-Macerata (SP 485). Alla seconda rotonda svoltiamo a sinistra attraversando il ponte sul fiume Chienti e ci immettiamo lungo la Strada Provinciale Corridoniana (SP 34) per risalire fino al centro storico di Corridonia. Da Piazza Filippo Corridoni raggiungiamo Viale Niccolai, che scende in maniera repentina superando il parco di Villa Fermani; una volta fuori dall'abitato, incontriamo un bivio dal quale occorre proseguire verso destra, seguendo le per Monte S. Giusto (7 km circa). Dopo aver ammirato la crocifissione del Lotto, potremmo concludere l'itinerario cori la visita di un altro importante luogo di culto, situato nella vicina frazione di Montecosaro Scalo (Comune di Montecosaro). Dalla località Villa S. Filippo (Monte San. Giusto), oltrepassiamo il fiume Chienti per imboccare la Superstrada "Valdichienti" (SS 77) in direzione di Civitanova Marche. Alla prima uscita (Montecosaro), giriamo a destra dirigendoci verso l'abitato, ma non appena superato il cavalcavia (300 metri), svoltiamo a sinistra per raggiungere la chiesa romanica di S. Maria a Pié di Chienti (1,5 km dallo svincolo). |
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